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Anche se nell’attuale periodo di emergenza sanitaria la normativa sulla protezione dei dati personali è stata più volte additata come un ostacolo all’attuazione di efficaci azioni di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19, in realtà “la privacy è un diritto di libertà che, come ogni altro diritto fondamentale, è soggetto a bilanciamento con altri beni giuridici, e modula la sua intensità e il suo contenuto in ragione dello specifico contesto in cui si eserciti”, come ha spiegato in suo recente articolo Antonello Soro, presidente dell’Autorità Garante.

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La diffusione del Covid-19 ha assunto proporzioni devastanti sulla salute collettiva e sull’economia del nostro Paese. E’ giusto che il contrasto all’epidemia costituisca l’impegno primario di ogni italiano. Per questo non si dovrebbero alimentare disinformazione e luoghi comuni.

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Martedì, 05 Maggio 2020 15:27

Le insidie della rete ai tempi del Covid-19

L’emergenza sanitaria da Covid-19, che porta molte più persone e per molto più tempo ad essere connesse online e ad utilizzare dispositivi digitali, sta inevitabilmente esponendo sempre di più gli utenti alle continue insidie della Rete. Quando si parla di attacchi provenienti dal Web non si può fare a meno di pensare ai virus, ma vedremo che non sono gli unici pericoli e tra l’altro non sono tutti uguali.

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È stato detto che “la necessità è il pretesto per ogni violazione della libertà umana”. Così potrebbe essere anche in relazione al Covid-19. Ne è un esempio quanto verificatosi in Ungheria. Il governo ungherese con il Decreto 179/2020 ha sospeso i diritti di accesso e di cancellazione delle informazioni personali nonché la facoltà di presentare un reclamo o veder tutelati i propri diritti ricorrendo all’autorità nazionale. Tutto questo sino alla cessazione dello stato di emergenza, termine però non indicato nel testo del decreto 40/2020 (norma di legge ungherese con la quale è stato proclamato). Intervenendo sul tema, con la dichiarazione adottata lo scorso 2 giugno, l’European Data Protection Board ha ribadito che il Gdpr rimane applicabile anche in condizioni d’emergenza.

Martedì, 14 Aprile 2020 16:32

Lotta al virus, non alla privacy

Tra le molte divisioni nella comunità scientifica e ancor più tra i governi sul metodo più efficace per contrastare la pandemia, una delle poche certezze è costituita dall'uso delle tecnologie di tracciamento per coniugare la sicurezza delle persone con una ripresa delle attività economiche che non può attendere ancora molto. La diffusione massiva degli smartphone, dotati di apparati radio e sistemi di geolocalizzazione precisi e affidabili, rende infatti possibile creare sistemi potentissimi per ricostruire gli spostamenti a livello individuale e aiutare così a contenere la diffusione del virus.Un'esigenza che si scontra però con quella della privacy, tutelata a livello normativo ed essenziale da garantire per fare in modo che gli strumenti messi a disposizione siano davvero efficaci, in quanto utilizzati senza timore da parte di milioni di utenti sempre più attenti all'importanza dei dati personali.

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Per il bonus vacanze verifica anche da parte dell'esercente al momento del pagamento del conto in albergo. Quest'ultimo dovrà infatti collegarsi all'area riservata del sito web dell'Agenzia delle entrate, inserire il Qr code e aspettare il via libera sulla possibilità di applicare il tax credit. Mentre il credito di imposta con cui lo stato ristorerà l'esercente, potrà essere utilizzato subito a partire dal giorno dopo l'applicazione dello sconto.

L’app ufficiale di contact tracing anti-COVID-19 dello stato del Nord Dakota, negli Stati Uniti, progettata per rilevare se le persone sono state potenzialmente esposte al coronavirus, invierebbe i dati sulla posizione e un identificatore utente univoco a Foursquare, ed altri dati a Google. L’app si chiama Care19.

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Durante l’ultima settimana c’è stata una corsa da parte delle aziende a svolgere controlli sui possibili contagi da Covid-19 dei propri dipendenti, fornitori, clienti e in generale dei visitatori delle loro sedi. In alcuni casi, i controlli hanno portato alla richiesta di informazioni su tutti gli spostamenti e i contatti e alla rilevazione della temperatura corporea di chiunque visiti uffici o sedi dell’impresa.

Venerdì, 08 Maggio 2020 14:30

L’Ungheria sospende la Privacy ed il Gdpr

Il governo ungherese ha annunciato l’intenzione di sospendere le disposizioni della normativa UE sulla protezione dei dati personali, prevista dal GDPR, altrimenti conosciuto come Regolamento generale sulla protezione dei dati personali, fino a quando lo “stato di emergenza” non sarà cessato. Le nuove misure, annunciate il 4 maggio, includono la sospensione dei diritti di accesso e di cancellazione delle informazioni personali e la sospensione del potere di presentare un reclamo o di esercitare il diritto a un ricorso giurisdizionale in materia di privacy.

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Negli ultimi tempi il lockdown ha comportato un radicale e repentino ripensamento dell’organizzazione del lavoro per la necessità di tutelare la salute delle persone, e il ricorso massivo allo smart working sembra pure aver aperto nuove frontiere che potrebbero influire sulla nuova normalità delle imprese.

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Privacy Officer: come si svolgono gli esami di Certificazione TÜV

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