NEWS

Umberto Rapetto

Sta venendo il giorno in cui quella specie di sorriso giallo che appare nel logo non coinciderà con lo stato d’animo degli utenti. Parliamo di Amazon, quella che poco alla volta si è guadagnata le simpatie di chi vuol fare acquisti online nonostante il trattamento riservato ai dipendenti fosse diametralmente opposto a quello concepito da Adriano Olivetti o dai tanti altri personaggi che nel mondo tecnologico hanno equilibrato il profitto aziendale con il rispetto (e, perché no?, l’amore) per i lavoratori.

Quarantadue stanze di motel, dieci diverse città, almeno 800 coppie più o meno focose, più di 4mila utenti registrati e potenziali spettatori, 50 dollari il prezzo di quello che si potrebbe chiamare l’abbonamento. Sono queste le cifre dell’ultimo scandalo a luci rosse che le tecnologie e Internet hanno regalato alla cronaca di questi giorni. È successo in Corea del Sud e, nonostante la vicenda salti fuori adesso, i fatti risalgono all’incirca a un anno fa.

Chi indica la luna non può sperare che l’interlocutore non soffermi la sua attenzione sulla punta del dito. Serpeggia il timor panico per la diffusione di milioni di password “vintage” e la gente corre a cercar rimedi per parole chiave rubate già nel 2015 (e quindi potenzialmente utilizzate fraudolentemente da più di tre anni). La notizia di “Collection #1” ha dato voce a chi l’altro ieri si è svegliato esperto di cyber security, forse in preda alla simpatica “sindrome dell’avvocato Giangiacomo Pignacorelli”.

Si fa un gran parlare di Internet delle Cose e mentre la corrispondente sigla “IoT” (Internet of Things) rimbalza tra mille chiacchiere di entusiasti del progresso, pochi affrontano il tema della sicurezza dei troppi dispositivi interconnessi alla Rete delle Reti. La possibilità di essere collegati e l’opportunità di “comandare” qualcosa a distanza vale anche per i malintenzionati, che non perdono occasione per sfruttare la crescente raggiungibilità di qualsivoglia oggetto con la minima componente elettronica.

Bloomberg se ne frega delle “sollecitazioni” che arrivano dal Ceo di Amazon web services e da Jeff Bezos in persona personalmente (come direbbe il buon Catarella nel sequel del Commissario Montalbano). A nessuno, dall’editore all’ultimo giornalista, passa per la mente di accogliere le insistenti richieste di smentire la notizia dei microprocessori spia di fabbricazione cinese. Non solo. La redazione di Bloomberg, non contenta, adesso tira fuori un’altra storia da far rizzare i capelli. Tenetevi forte perché tutti noi corriamo il rischio di essere tracciati anche dalle “app” che abbiamo disinstallato.

La riservatezza della nostra navigazione online è e rimane una chimera. Chi pensa di essere blindato, sbaglia. E a commettere questo errore sono davvero tanti, anche grazie alla “complicità” di meccanismi di sicurezza che promettono garanzie, protezione, tutela. L’inserimento della funzione “Do Not Track” (non tracciare) all’interno dei software di navigazione in Rete ha ingenerato un clima di estrema rilassatezza: gli utenti, convinti di poter fare affidamento sul browser, non hanno preso in considerazione l’ipotesi che qualcosa potesse non andare come previsto.

Domenica, 09 Settembre 2018 07:54

Cybersecurity: il tempo è scaduto

Se esistesse un sismografo per i terremoti digitali, i suoi valori sarebbero continuamente a fondo scala. I 380mila clienti di British Airways, che questa settimana hanno visto finire i propri dati personali in mani sconosciute, sono in ottima compagnia. Solo negli ultimi due mesi hanno avuto la medesima sorte 20mila frequent flyers di Air Canada, 2 milioni di utenti della compagnia telefonica tedesca T-Mobile, 10 milioni di clienti del grande gruppo europeo di elettronica di consumo Dixons Carphone, un milione e mezzo di pazienti del colosso della sanità di Singapore SingHealth, 21 milioni di utenti del social network TimeHop.

Canale 50, Federprivacy al CNR con il Prof.Alessandro Acquisti

Mappa dell'Italia Puglia Molise Campania Abruzzo Marche Lazio Umbria Basilicata Toscana Emilia Romagna Calabria

Rimani aggiornato gratuitamente con la nostra newsletter settimanale
captcha 
Ho letto l'informativa sulla privacy e presto il consenso al trattamento dei miei dati personali