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Umberto Rapetto

Si fa un gran parlare di Internet delle Cose e mentre la corrispondente sigla “IoT” (Internet of Things) rimbalza tra mille chiacchiere di entusiasti del progresso, pochi affrontano il tema della sicurezza dei troppi dispositivi interconnessi alla Rete delle Reti. La possibilità di essere collegati e l’opportunità di “comandare” qualcosa a distanza vale anche per i malintenzionati, che non perdono occasione per sfruttare la crescente raggiungibilità di qualsivoglia oggetto con la minima componente elettronica.

Bloomberg se ne frega delle “sollecitazioni” che arrivano dal Ceo di Amazon web services e da Jeff Bezos in persona personalmente (come direbbe il buon Catarella nel sequel del Commissario Montalbano). A nessuno, dall’editore all’ultimo giornalista, passa per la mente di accogliere le insistenti richieste di smentire la notizia dei microprocessori spia di fabbricazione cinese. Non solo. La redazione di Bloomberg, non contenta, adesso tira fuori un’altra storia da far rizzare i capelli. Tenetevi forte perché tutti noi corriamo il rischio di essere tracciati anche dalle “app” che abbiamo disinstallato.

La riservatezza della nostra navigazione online è e rimane una chimera. Chi pensa di essere blindato, sbaglia. E a commettere questo errore sono davvero tanti, anche grazie alla “complicità” di meccanismi di sicurezza che promettono garanzie, protezione, tutela. L’inserimento della funzione “Do Not Track” (non tracciare) all’interno dei software di navigazione in Rete ha ingenerato un clima di estrema rilassatezza: gli utenti, convinti di poter fare affidamento sul browser, non hanno preso in considerazione l’ipotesi che qualcosa potesse non andare come previsto.

Domenica, 09 Settembre 2018 07:54

Cybersecurity: il tempo è scaduto

Se esistesse un sismografo per i terremoti digitali, i suoi valori sarebbero continuamente a fondo scala. I 380mila clienti di British Airways, che questa settimana hanno visto finire i propri dati personali in mani sconosciute, sono in ottima compagnia. Solo negli ultimi due mesi hanno avuto la medesima sorte 20mila frequent flyers di Air Canada, 2 milioni di utenti della compagnia telefonica tedesca T-Mobile, 10 milioni di clienti del grande gruppo europeo di elettronica di consumo Dixons Carphone, un milione e mezzo di pazienti del colosso della sanità di Singapore SingHealth, 21 milioni di utenti del social network TimeHop.

Privacy Day Forum 2018, il trailer dell'evento

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