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Attenzione alle app spia che fotografano il display del vostro smartphone

Attenzione alle app spia che fotografano il display del vostro smartphone

Il nostro smartphone potrebbe mandare a nostra insaputa foto o video dello schermo a terze parti, in molti casi società di analytics o marketing. Lo ha scoperto un team di ricercatori della Northeastern University di Boston, Massachusetts, conducendo dei test su 17.260 app per cellulari Android, comprese le app sviluppate da Facebook. La ricerca è stata in parte finanziata da Google ed è stata avviata, spiega il team di Boston, per verificare i rumor secondo cui i telefoni “spiano” gli utenti tramite i microfoni, raccogliendo e inviando i dati personali verso altre aziende, tra cui, ma non solo, i social network.

Chi sviluppa le app per Gmail può leggere la vostra posta

Chi sviluppa le app per Gmail può leggere la vostra posta

I produttori delle applicazioni che utilizzano Gmail possono leggere la posta di milioni di iscritti al servizio, ottenendo molte informazioni sui loro contatti e le loro abitudini. Diffusa da tempo, la pratica non è nota a molti utenti, come ha spiegato di recente il Wall Street Journal in un lungo articolo dedicato alle applicazioni per Gmail di terze parti, cioè realizzate da sviluppatori diversi da Google. Queste app hanno bisogno di un permesso esplicito da parte degli utenti prima di poter accedere alle loro email, ma in pochi sanno di dare ad altri l’accesso incondizionato alla loro corrispondenza online.

Due terzi degli italiani non si fidano della gestione dei loro dati sui social

Due terzi degli italiani non si fidano della gestione dei loro dati sui social

Circa due terzi degli internauti italiani non si fidano della gestione dei loro dati personali da parte dei social network e dei motori di ricerca, eppure la metà tende a non leggere le informazioni fornite sulla privacy. I dati, che arrivano ad alcuni mesi di distanza dallo scandalo Facebook-Cambridge Analytica, emergono da un rapporto di Agi-Censis presentato stamani alla Camera in occasione dell'Internet Day.

Telecamera di sicurezza invia video all'utente sbagliato

Telecamera di sicurezza invia video all'utente sbagliato

Accedere all'app della propria telecamera di sicurezza sullo smartphone e ritrovarsi, tutto d'un tratto, ad osservare le immagini di un'abitazione che non è la propria, abitata da ignari sconosciuti immersi nelle proprie occupazioni quotidiane. È quanto accaduto nel Regno Unito a Louisa Lewis, una dipendente della BBC che nei giorni scorsi ha reso nota la faccenda attraverso la propria testata giornalistica.

La batteria dello smartphone potrebbe essere usata per spiarci

La batteria dello smartphone potrebbe essere usata per spiarci

I nostri smartphone sono sempre più vulnerabili. Un recente rapporto del Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) ha evidenziato il trend preoccupante sui rischi della cybersecurity, dovuti anche all’impiego su larga scala dell’intelligenza artificiale. Adesso, si scopre che i pericoli possono arrivare anche dalla batteria del cellulare.

Micro SD di seconda mano su e-Bay: il 65% contiene dati personali del venditore

Micro SD di seconda mano su e-Bay: il 65% contiene dati personali del venditore

Anche se ai più scrupolosi sembrerà inconcepibile che qualcuno possa dimenticare di formattare a dovere la propria microSD prima di rivenderla su eBay, evidentemente molti non sanno o dimenticano che questi supporti spesso contengono dati personali (spesso sensibili) , foto e altre informazioni private dei possessori precedenti.

Effetto privacy e fake news, cala uso dei social per le notizie

Effetto privacy e fake news, cala uso dei social per le notizie

Diminuisce l'uso dei social media per la fruizione delle notizie, complice la privacy, le fake news e il "linguaggio tossico". Lo dice il Digital News Report 2018 di Reuters: solo il 23% degli utenti si fida delle notizie sui social, rispetto al 44% della fiducia nelle notizie in genere. Per la fruizione di news, aumenta l'uso di piattaforme alternative come WhatsApp, soprattutto tra i giovani. "La sfida per gli editori è ora assicurare che il giornalismo sia davvero rilevante e di qualità", spiega Rasmus Kleis Nielsen, uno degli autori del rapporto condotto su 74mila persone di 37 Paesi, tra cui l'Italia, dal Reuters Institute for the Study of Journalism e dall'Università di Oxford, insieme a YouGov.

Web, utenti spiati attraverso estensioni del browser Chrome

Web, utenti spiati attraverso estensioni del browser Chrome

Estensioni per il browser Google Chrome possono raccogliere dati sensibili da milioni di utenti. La raccolta dati è stata scoperta da Andrey Meshkov, co-fondatore di Adguard, che l’ha descritta come una “grande campagna di spyware“. Secondo le scoperte di Meshkov, la campagna di raccolta dati riguarda app Android e estensioni per il browser di Google. L’esperto di sicurezza ha detto che una volta che una vittima ha effettuato l’accesso al proprio account Facebook, le estensioni di Chrome analizzano i dati subito dopo l’avvio del browser.

Attenzione al malware che trasforma il Pc in una videocamera-spia

Attenzione al malware che trasforma il Pc in una videocamera-spia

Si chiama Invisimole (da Invisible, Invisibile, e mole, talpa, anche in senso figurato) l'ultima minaccia scoperta dai ricercatori di Eset. Gira in realtà dal 2013 ma, come il nome suggerisce, questo malwareriesce a nascondersi bene nei sistemi che infetta e trasforma in videocamere-spia che sorvegliano ogni attività dell'utente.

Violato l'archivio di MyHeritage, 92 milioni di credenziali trovate online da un ricercatore

Violato l'archivio di MyHeritage, 92 milioni di credenziali trovate online da un ricercatore

MyHeritage, una azienda israeliana che da vari anni offre un servizio per ricostruire la propria genealogia anche a partire dal test del Dna, martedì ha annunciato di aver subito una violazione della propria sicurezza. Un ricercatore infatti ha trovato online un file contenente tutti gli indirizzi email e le password (offuscate però con un procedimento noto come hashing) di più di 92 milioni di suoi utenti. La violazione risalirebbe allo scorso ottobre ma solo nei giorni scorsi l’azienda ne sarebbe venuta a conoscenza.

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