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La crescita della diplomazia digitale dell’UE nel quadro della prevenzione del rischio informatico

Il Consiglio dell’Unione Europea nelle proprie conclusioni sulla diplomazia digitale dell’UE del 18 luglio 2022 ha sottolineato che le politiche esterne comunitarie in materia di digitale, ciberspazio e lotta alle minacce ibride, comprese la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, devono essere pienamente coerenti e rafforzarsi reciprocamente.

Michele Iaselli

(Nella foto: Michele Iaselli, Coordinatore del Comitato Scientifico di Federprivacy)

Secondo il Consiglio il consolidamento dei progressi finora compiuti nell'ambizioso tentativo dell'Unione di rafforzare la sua sovranità tecnologica e digitale, in linea con la dichiarazione di Versailles e le pertinenti conclusioni del Consiglio europeo e del Consiglio, richiede ulteriori passi decisivi verso una diplomazia digitale più visibile, influente e coordinata, che si avvalga di tutti gli strumenti pertinenti dell'UE.

In particolare le economie e società digitali possono prosperare solo se c’è fiducia nella sicurezza delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e nella sicurezza e integrità dei dati. Il Consiglio, quindi, è determinato a rafforzare ulteriormente il suo impegno internazionale in materia di ciberspazio, in particolare nell'ambito delle Nazioni Unite, dell'OSCE e di altri consessi multilaterali e regionali pertinenti, nonché attraverso il ricorso al pacchetto di strumenti della diplomazia informatica.

Il Consiglio UE nelle proprie conclusioni ricorda che l'obiettivo della diplomazia digitale dell'UE è:

- rafforzare il ruolo globale dell'UE nelle questioni digitali, sulla base di priorità geopolitiche comuni, prestando particolare attenzione ai paesi di importanza strategica o che presentano un elevato livello di vulnerabilità;

- promuovere attivamente i diritti umani universali e le libertà fondamentali, lo Stato di diritto e i principi democratici nello spazio digitale e promuovere un approccio alle tecnologie digitali antropocentrico e fondato sui diritti umani nei pertinenti consessi multilaterali e in altre piattaforme;

- promuovere un'internet aperta, libera, globale, stabile e sicura basata sul modello multipartecipativo della governance di internet;

- influenzare la definizione di norme tecnologiche internazionali etiche, sicure e inclusive basate sui diritti umani e sulle libertà fondamentali, tra l'altro attraverso una sensibilizzazione rafforzata coordinata tra l'alto rappresentante, la Commissione e gli Stati membri, in particolare in vista di negoziati a livello mondiale in seno a organismi quali l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), l'Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO), la Commissione elettrotecnica internazionale (IEC) e l'Istituto degli ingegneri elettronici ed elettrotecnici (IEEE);

- contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite e allo sviluppo del patto digitale globale delle Nazioni Unite;

- in linea con la strategia "Global Gateway", promuovere e sostenere infrastrutture digitali resilienti e affidabili, il rafforzamento delle società digitali democratiche al di là delle frontiere dell'UE, le infrastrutture pubbliche digitali e i beni pubblici digitali, come anche i beni comuni digitali;

- sostenere in modo proattivo una governance tecnologica favorevole all'innovazione e basata sui diritti umani e promuovere l'approccio dell'UE alla transizione digitale antropocentrico e basato sui diritti umani;

- promuovere attivamente politiche e regolamentazioni interne dell'UE in materia di digitale, tenendo conto della visione delineata nella "Bussola per il digitale 2030: il modello europeo per il decennio digitale", una volta adottata, e monitorare lo sviluppo della politica digitale a livello mondiale, dando forma al contempo all'elaborazione delle politiche interne dell'UE;

- contribuire a un'attuazione coerente e sinergica delle pertinenti parti della politica di sicurezza e di difesa dell'UE, anche per quanto riguarda gli aspetti informatici e ibridi, come indicato in particolare nella bussola strategica, nella strategia dell'UE per la cibersicurezza, nelle conclusioni del Consiglio di recente adozione relative alla deterrenza informatica e alle campagne ibride, nonché nei pacchetti Difesa e Spazio, in linea con le pertinenti conclusioni del Consiglio;

- contribuire a salvaguardare la sicurezza dell'UE anche nel contesto della lotta contro le minacce ibride, gli attacchi informatici, la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, comprese le ingerenze sponsorizzate dallo Stato, nonché contro la violenza e l'incitamento all'odio, incluso attraverso il sostegno agli appelli di Parigi e Christchurch;

- realizzare scambi con i portatori di interessi delle imprese, del mondo accademico e della società civile, se del caso, sia all'interno che all'esterno dell'UE, per individuare opportunità che potrebbero corrispondere agli obiettivi politici, economici e geostrategici dell'UE nei paesi terzi, comprendendo nel contempo i diversi punti di partenza per la digitalizzazione e l'uso delle tecnologie in tutto il mondo;

- favorire la libera e sicura circolazione dei dati con fiducia, tenendo conto tra l'altro delle eccezioni legate a legittimi obiettivi di ordine pubblico e nel pieno rispetto della protezione dei dati e della vita privata, sostenere la portata globale delle imprese europee e promuovere esempi europei di approcci etici all'uso dei dati, dal momento che l'uso responsabile dei dati da parte delle imprese e dei governi costituisce la base per lo sviluppo di ecosistemi digitali affidabili e responsabili;

- contribuire alla transizione verso un futuro sostenibile, promuovendo soluzioni digitali europee innovative che possano contribuire a realizzare un'economia climaticamente neutra;

- contribuire a rafforzare la capacità dell'UE, degli Stati membri e dei partner di valutare e affrontare i rischi, le vulnerabilità e le dipendenze critiche nelle tecnologie emergenti e fondamentali e potenziare la resilienza dell'UE rafforzando la resilienza dei nostri partner;

- migliorare la capacità dell'UE di monitorare l'attività normativa digitale a livello globale, i flussi internazionali di dati e la riservatezza dei dati dei cittadini dell'UE, i modelli di commercio digitale, i partenariati tra paesi terzi e i loro effetti sul quadro della concorrenza nel mercato globale delle tecnologie e dei servizi digitali.

Diplomazia digitale dell'UE: il Consiglio concorda un approccio europeo

In tale contesto il Consiglio esprime il suo sostegno a partenariati ambiziosi su questioni digitali esterne e sottolinea l'importanza delle iniziative bilaterali, regionali, multipartecipative e multilaterali dell'UE nel settore digitale, in particolare il Consiglio UE-USA per il commercio e la tecnologia, il partenariato digitale con il Giappone, i futuri partenariati digitali con la Repubblica di Corea e Singapore, il Consiglio UE-India per il commercio e la tecnologia, l'agenda digitale per i Balcani occidentali, l'iniziativa EU4Digital del partenariato orientale, ecc.

Nel corso di questi accordi assumeranno naturalmente un ruolo di primo piano le disposizioni in materia di protezione dei dati personali e di tutela della vita privata in quanto le politiche digitali dovranno sempre tener conto delle inevitabili problematiche in tema di cybersecurity in quanto la digitalizzazione aumenta nel suo complesso il livello di vulnerabilità della società da minacce cyber, su tutti i fronti (ad es. frodi, ricatti informatici, attacchi terroristici, ecc.). Inoltre, la crescente dipendenza da servizi “software” (e la conseguente esposizione alle intenzioni degli sviluppatori/proprietari degli stessi) e l’aumento di interdipendenza delle “catene del valore digitali” (PA, aziende controllate dallo Stato, privati) pongono ulteriore enfasi sulla significatività del rischio in gioco e sull’esigenza, quindi, di una risposta forte.

Note Autore

Michele Iaselli Michele Iaselli

Coordinatore del Comitato Scientifico di Federprivacy. Avvocato, docente di logica ed informatica giuridica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Docente a contratto di informatica giuridica presso LUISS - dipartimento di giurisprudenza. Specializzato presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II in "Tecniche e Metodologie informatiche giuridiche". Presidente dell’Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy. Funzionario del Ministero della Difesa - Twitter: @miasell

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