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Spot pubblicitari diversi per due spettatori diversi che stanno guardando lo stesso programma televisivo nello stesso momento? Non solo è possibile, ma le statistiche indicano che solo quest'anno negli Stati Uniti le aziende hanno investito la bellezza di circa 2,25 miliardi di dollari in questo tipo di pubblicità denominata "addressable tv", con un incremento del 79% rispetto al 2017.

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Quando nel 2010, Mark Zuckerberg, un simpatico giovanotto miliardario che amava andare in giro con le ciabatte anche d’inverno e che aveva rivoluzionato il mondo con l’invenzione di Facebook, dichiarò che la privacy era finita, nessuno ci fece caso.

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Profilazione più trasparente, no a decisioni completamente automatizzate che possono produrre effetti giuridici per la persona o che incidano su di essa in modo significativo, pieno riconoscimento e tutela dei diritti e delle libertà degli utenti. Questi in sintesi i principi che ispirano le Linee guida su profilazione e decisioni automatizzate adottate di recente dalle Autorità di protezione dati europee alla luce del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali.

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Fastweb dovrà rafforzare il controllo sulla propria rete vendita e dovrà interrompere le telefonate promozionali verso utenti che non hanno espresso il loro consenso o si sono opposti al trattamento dei loro dati per finalità di marketing. Questa la decisione presa dall’Autorità al termine di una serie di ispezioni avviate per verificare le molteplici segnalazioni di persone che lamentavano di essere state disturbate da call center che proponevano offerte commerciali indesiderate nell’interesse della società.

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Google e Mastercard avrebbero concluso un accordo segreto che avrebbe permesso alla società di Mountain View e ai suoi inserzionisti di tracciare le vendite al dettaglio, quindi "offline", di oltre due miliardi di carte. Google - secondo Bloomberg - avrebbe pagato milioni di dollari per avere i dati da Mastercard e le due società avrebbero discusso anche la divisione di una parte dei guadagni, secondo persone che hanno lavorato all'intesa. I portavoce di Google e Mastercard non hanno voluto commentare. L'intesa riguarderebbe solo gli Stati Uniti.

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La legge europea sul trattamento dei dati è molto più seria e restrittiva rispetto agli Usa. Questo anche perché l’Europa era finora rimasta indietro: non abbiamo grandi aziende che lavorano sui dati, che sono concentrate soprattutto negli Usa o in Asia. Il rischio era che aziende statunitensi potessero orientare l’opinione pubblica degli europei, e per questo l’Unione europea è corsa ai ripari. Con il Gdpr c’è stata una presa di coscienza importante, anche se da qui in avanti intelligenza artificiale, IoT, assistenti vocali, ci metternano sempre più nella condizione di subire una raccolta dei dati ancora più pervasiva”. Lo ha detto Fabiano Lazzarini, Country manager di Qwant Italy, il motore di ricerca made in Europe che non traccia le attività dei suoi utenti, nel suo intervento al settimo Privacy Day Forum, organizzato da Federprivacy a Roma proprio in concomitanza con l’inizio dell’applicazione negli Stati Ue della General data protection regulation, le nuove norme sul trattamento dei dati nell’area Ue.

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I siti di news europei hanno ridotto in modo sostanziale il numero di cookie utilizzati senza il consenso degli utenti dopo che il Gdpr è diventato pienamente effettivo lo scorso maggio. A svelarlo una ricerca del Reuters Institute for the Study of Journalism dell’università di Oxford, che ha censito oltre 200 siti di notizie europei ad aprile (prima del Gdpr) e poi a luglio (dopo il Gdpr).

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La scorsa settimana Hearst Communications Inc. ha raggiunto una transazione pagando 50 milioni di dollari in una causa riguardante una violazione della legge sulla privacy del Michigan per aver venduto a terzi le informazioni personali degli interessati senza il loro consenso, provocando a questi molestie telefoniche e posta indesiderata dopo essersi abbonati a Good Housekeeping e Country Living.

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Yahoo! scansiona le email degli utenti per vendere dati alla pubblicità, pratica che molte aziende tecnologiche hanno da tempo abbandonato per motivi di privacy. A sollevare il caso è il Wall Street Journal: spiega che Oath, l'azienda proprietaria di Yahoo! e divisione di Verizon Communications, ha lanciato un servizio dedicato agli inserzionisti che analizza oltre 200 milioni di caselle di posta, cercando indizi su quali prodotti potrebbero comprare gli utenti.

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Ue, rischio multe per chi non si adegua a regolamento protezione dati

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