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Attivo l'accordo quadro per dare supporto e strumenti necessari a comuni ed enti locali che devono adeguarsi entro il 25 maggio 2018 per evitare sanzioni fino a 20 milioni di euro. Webinar gratuito il 19 dicembre per dare un primo supporto agli addetti ai lavori della pubblica amministrazione. Sezione dedicata ai temi del Regolamento UE sul portale di Ancitel. Bernardi: "Tempo rimasto per adeguarsi è poco, necessario che i comuni si attivino tempestivamente per poter arrivare conformi entro la scadenza". Anche un videocorso per formare il personale incaricato di trattare i dati risparmiando su tempi e costi.

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Il Garante della privacy aprirà un’istruttoria sul caso della bimba di 9 anni, di origine africana, finita con nome e cognome sul sito del Campidoglio perché la mamma non aveva pagato le rette della mensa scolastica. L’Autorità per la protezione dei dati personali, presieduta da Antonello Soro, vuole vederci chiaro sulla vicenda denunciata ieri dal Messaggero: l’Ufficio recupero crediti del Comune chiede 730 euro non pagati alla scuola. Ma, essendo la madre irreperibile - la donna non ha fissa dimora e la residenza annotata all’anagrafe è un indirizzo fittizio, via Modesta Valenti 81A - l’ingiunzione è stata pubblicata sull’Albo pretorio di Roma Capitale (e 

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L’atteggiamento italiano verso la privacy europea lo si può forse capire dall’andamento degli iscritti al registro del responsabile dei dati (Dpo) tenuto dal Garante. Agli inizi di luglio risultano presenti nell’archivio circa 35.300 di quei profili, oltre 21mila dei quali hanno inviato la comunicazione all’Autorità a ridosso del d-day, ovvero quel 25 maggio in cui in tutta la Ue sono diventate operative le nuove regole sulla tutela dei dati.

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General Data Protection Regulation (Gdpr): porta questo nome il regolamento portatore di una rivoluzione sugli obblighi delle imprese sul fronte della protezione dei dati personali, in vigore da venerdì 25 maggio. Fra i soggetti che dovranno vedersela con una serie di nuovi adempimenti ci sono proprio i siti web, anche se la strada per l’adeguamento alle nuove norme europee (regolamento Ue 2016/679) sembra ancora lunga. “A parte la maggioranza delle grandi aziende che hanno affrontato per tempo il tema del Gdpr”, ha dichiarato il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi, in un evento romano dedicato al tema, “per pmi e pubbliche amministrazioni saranno necessari diversi mesi prima che si possa auspicare di vedere un livello di conformità accettabile e, come nel caso dell’euro, occorre un loro cambio di mentalità”.

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Alla pubblica amministrazione non serve il consenso per trattare i dati. Ma la nomina del responsabile della protezione dei dati è d'obbligo sempre. E per la valutazione di impatto privacy i casi in cui un ente pubblico non è tenuto si conteranno sulle dita di una mano. Il conto alla rovescia per l'adeguamento al Regolamento generale Ue sulla protezione dei dati n. 2016/679 (Gdpr), operativo dal 25 maggio 2018, è cominciato anche per le pubbliche amministrazioni.

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Il Garante italiano ha chiarito che l'attribuzione delle funzioni di responsabile della protezione dei dati al responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza, considerata la molteplicità degli adempimenti che incombono su tale figura, potrebbe rischiare di creare un cumulo di impegni tali da incidere negativamente sull'effettività dello svolgimento dei compiti che il Regolamento europeo 2016/679 attribuisce al responsabile della protezione dei dati.

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Tutela delle fonti confidenziali (esposti e denunce); privacy superabile solo con una dettagliata motivazione sulle prevalenti esigenze difensive e istituzione di un registro degli accessi. Sono gli aspetti di maggiore rilievo del nuovo regolamento sull'accesso e sulla trasparenza varato dall'Inail, Istituto nazionale assicurazioni infortuni sul lavoro, con determina del presidente n. 149 del 22 marzo 2018.

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Via libera del garante della privacy allo schema di decreto che regolerà l'accesso della polizia municipale alla banca dati del Viminale per la verifica dei veicoli e dei documenti rubati. Ma per questa tipologia di attività andranno dettagliati bene i rapporti tra comune e dipartimento di pubblica sicurezza alla luce del dlgs 51/2018 di attuazione della direttiva 2016/680. Lo ha evidenziato il garante della privacy con il parere n. 316/2018.

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Il comando di polizia locale che vuole adeguarsi alla riforma della privacy può confrontarsi tempestivamente con il responsabile della protezione dei dati per organizzare un cronoprogramma dei lavori. Lo hanno evidenziato implicitamente le linee guida per la sicurezza urbana approvate il 26 luglio 2018 dalla Conferenza stato-città e autonomie locali. Con il documento appena sottoscritto si è completato il quadro degli strumenti che servono ai sindaci per accordarsi con i prefetti in materia di patti per la sicurezza.

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I dati personali in base al Gdpr (General data protection regulation) sono riferiti alle persone fisiche e non alle persone giuridiche, pertanto le amministrazioni pubbliche devono valutare le istanze di accesso considerando la nuova configurazione assunta dalle informazioni contenute nei documenti. Il Tar Sicilia – Palermo, sez. III, con la sentenza n. 2020 del 1° ottobre 2018 fornisce importanti chiarimenti sul concetto di dato personale e sulle differenti tipologie di accesso, alla luce dell'evoluzione normativa in materia di trasparenza.

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Caso Cambridge Analytica, intervista all'Avv. Fulvio Sarzana

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