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Droni, con il GDPR necessario rispettare precise regole sulla privacy

Con la definitiva entrata in vigore del nuovo Regolamento UE 2016/679 sulla protezione dei dati personali, dal 25 maggio 2018 la privacy cambia le regole normative, ma impone anche un cambiamento del modo di concepire questo tema da anni considerato una burocrazia inutile dalle aziende e qualcosa simile a un'utopia dagli utenti, sempre più pervasi da un' infinità di strumenti e tecnologie che invadono la loro sfera privata.

Tra questi c'è anche il fenomeno dei droni, che sempre più spesso vediamo volare sulle nostre teste. Con il nuovo Regolamento europeo, le aziende che li producono e che li commercializzano avranno l'onere di rispettare una serie di precise regole, tra cui i princìpi di privacy by design e privacy by deafult, quindi tali apparecchi dovranno essere costruiti e configurati per raccogliere meno dati personali possibile. E anche se i droni sono perlopiù utilizzati per ludiche nel tempo libero, non c'è affatto da scherzare con la privacy perchè trascurare le prescrizioni delle misure varate da Bruxelles comporterà sanzioni fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato annuo dei trasgressori.

Ma se nella società attuale sono generalmente i cittadini le vittime rassegnate di violazioni sistematiche della loro privacy, con l'utilizzo dei droni per scopi ricreativi può essere l'utente stesso che più o meno consapevolmente, e talvolta forse anche per curiosità, può trasformarsi nell'artefice di attività intrusive nella vita privata altrui, rischiando di pagarne poi care le conseguenze.

E' per questa ragione che Federprivacy parteciperà al Dronitaly il 24 marzo per parlare di questo argomento, e il Garante per la protezione dei dati personali se ne è occupato di recente fornendo una serie di consigli per far sì che l'utilizzo dei droni a fini ricreativi sia rispettoso della normativa in materia di privacy, raccomandando ad esempio di prestare attenzione a non invadere l'intimità e gli spazi personali altrui, comunicando preventivamente agli interessati che potranno essere ripresi da eventuali videocamere installate sugli apparecchi, e diffondendo poi le immagini delle persone su Internet e social network solo se queste hanno dato il loro consenso, oppure in alternativa rendendo i loro volti e i loro dati personali non riconoscibili.

Per quanto possa sembrare arduo e fastidioso sottostare a tutte le prescrizioni implicate, non bisogna dimenticare che è una sfida che tutti siamo chiamati ad affrontare, sia che siamo imprenditori che privati cittadini, perchè quella sulla privacy è una normativa che tutela un diritto fondamentale e le libertà dell'individuo.

Note sull'autore

Nicola Bernardi Nicola Bernardi

Presidente di Federprivacy. Consulente del Lavoro. Consulente in materia di protezione dati personali e Privacy Officer certificato TÜV Italia, Of Counsel Ict Legal Consulting, Lead Auditor ISO/IEC 27001:2013 per i Sistemi di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni. Twitter: @Nicola_Bernardi

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