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A quattro mesi dalla piena operatività del Regolamento Generale per la Protezione dei Dati (Gdpr), in Europa è già iniziata la corsa alle segnalazioni che riguardano casi di violazioni dei dati personali. Così anche in Italia, dove dal 25 maggio - giorno zero per l’applicazione del Gdpr - a oggi, sono almeno un milione i cittadini i cui dati sono stati persi, modificati o divulgati senza autorizzazione. Ma la cifra, che fa riferimento solo alla metà delle 305 notificazioni ricevute dall’ufficio del Garante per la protezione dei dati, Antonello Soro, è ampiamente sottostimata. Infatti non c’è obbligo da parte dei titolari di un trattamento di dati di informare l’Autorità sulla quantità di profili coinvolti. Informazione che in alcuni casi loro stessi non sono in grado di conoscere.

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Published in Privacy & Società

Nel caso di violazioni dei dati personali il titolare del trattamento (soggetto pubblico, impresa, associazione, partito, professionista) senza indebiti ritardi e, se possibile, entro 72 ore dalla scoperta, deve notificare la violazione al Garante per la protezione dei dati personali, a meno che sia improbabile che la violazione dei dati personali comporti un rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche.

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Published in Le nostre attività

Se uno studio di Federprivacy su tremila siti dei comuni italiani ha evidenziato che il 47% di questi utilizza protocolli non sicuri e il 36% non rende noti i recapiti per contattare il Data Protection Officer, in Norvegia le inosservanze delle misure di sicurezza del Gdpr da parte dei comuni iniziano già ad essere sanzionate pesantemente, e questo costituisce un serio avvertimento per le p.a. di casa nostra, anche perché ormai siamo a poche settimane dalla scadenza del “periodo di grazia” di otto mesi previsto dal Dlgs 101/2018, in cui il Garante ha tenuto finora particolare considerazione nella fase di prima applicazione delle disposizioni sanzionatorie del Regolamento.

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Published in Flash News

Il 67% viola il Codice della Privacy, per un ammontare di circa 24 milioni di euro di sanzioni non contestate riscontrate in un solo mese. "La causa principale è l'utilizzo sistematico di cms preconfezionati non conformi alla nostra normativa privacy, spesso messi in rete da professionisti non competenti in materia di data protection".

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Published in Comunicati Stampa

Un trentasettenne milanese è stato assolto dalla Corte di Cassazione dall'accusa di aver fotografato e filmato la vicina di casa che usciva nuda dalla doccia della sua abitazione senza preoccuparsi della finestra del bagno priva di tende. La notizia ha destato non poco scalpore nell'opinione pubblica, perché sembrerebbe che tale verdetto abbia sancito definitivamente l'addio alle speranze di vedere tutelata la nostra privacy almeno tra le mura domestiche.

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Mercoledì, 27 Settembre 2017 16:47

Filmano e fotografano donna nuda in casa: denunciati

L'avevano ripresa e fotografata, a distanza, mentre nuda girava per casa propria. La donna si è accorta però di essere stata ripresa e non ha avuto esitazioni nel recarsi in Questura per presentare una querela. A scattare le foto e le riprese, sono stati due operai impegnati in un cantiere davanti al palazzo in cui abita la donna, una trentenne.

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Published in Multe & Violazioni

La Cnil, la commissione nazionale francese per l'Informatica e la Libertà, ha condannato "Big G" a pagare una multa di centomila euro per violazione delle disposizioni sul «diritto all'oblio», il diritto cioè di veder cancellati dai motori di ricerca i link a notizie su una persona ritenute «inadeguate o non più pertinenti».

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Published in Uno sguardo al mondo

Informativa incompleta, dati trattati senza un valido consenso, mancata notifica della geolocalizzazione degli utenti. Queste le violazioni accertate nei confronti di Uber dal Garante privacy italiano, che avvierà un autonomo procedimento sanzionatorio e segnalerà la questione anche alle altre Autorità europee.

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Una multa da 32mila euro. È la sanzione emessa dal Garante della privacy all’associazione Rousseau, responsabile del trattamento dati del sito del Movimento 5 stelle e notificato martedì scorso dai militari della guardia di finanza al presidente Davide Casaleggio nella sede milanese dell’ associazione. 

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Published in Multe & Violazioni

Il datore di lavoro non può accedere in maniera indiscriminata alla posta elettronica o ai dati personali contenuti negli smartphone in dotazione al personale. È un comportamento illecito. Lo ha ribadito il Garante della privacy vietando a una multinazionale l’ulteriore utilizzo dei dati personali trattati in violazione di legge. La società potrà solo conservarli per la tutela dei diritti in sede giudiziaria.

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Ue, rischio multe per chi non si adegua a regolamento protezione dati

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