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La parola "senza precedenti" sembra essere stata usata quotidianamente durante la pandemia di COVID-19, in particolare quando si tratta dell'impatto del virus sui pazienti, sui medici, sulle risorse ospedaliere e sulla fornitura di materiali sanitari. Ma ha avuto un'eco altrettanto forte presso i responsabili della sicurezza informatica (CISO), mettendo chi si occupa della sicurezza dei dati in condizioni di dover affrontare una scala e un livello di minacce Cyber completamente nuovi.

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L’80% delle aziende non ha ancora impostato criteri per l’uso delle password, lasciando quindi liberi i propri dipendenti di sceglierne una a propria discrezione senza problemi di sintassi, lunghezza o altri parametri sui caratteri da utilizzare. A rivelarlo è il report ”Acronis Cyberthreats Report 2020”. La ricerca evidenzia che tra il 15 e il 20% delle password utilizzate negli ambienti di business include il nome dell’azienda, un banale espediente che ne semplifica l’individuazione da parte di pirati informatici e altri soggetti non autorizzati.

L’odierno dinamismo delle aziende è caratterizzato da un notevole aumento delle minacce informatiche. Il problema riguarda sia le PMI sia le multinazionali, poiché tali rischi sono anche frutto della congiuntura creatasi su scala internazionale: l’emergenza sanitaria e l’affermazione di scenari riconducibili al cyberwarfare.

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Martedì, 08 Maggio 2018 11:07

Ospedali sotto assalto degli hacker

I cyber criminali si stanno specializzando nell'attacco alla Sanità e mirano anche alle macchine a raggi X o per le risonanze magnetiche. Lo segnala un recente rapporto di Symantec e dà bene la cifra di come stia evolvendo il problema della cyber security nel settore sanitario. I numeri sono in crescita, certo – le infezioni sono triplicate nel 2017, secondo McAfee, mentre secondo Data Breach Investigations 2018 di Verizon riguarda la Sanità il 24 per cento degli attacchi “a ricatto” (ransomware), contro il 17 per cento dell'anno prima.

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Nuovo passo avanti verso il completamento del Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica per mettere in sicurezza le infrastrutture nazionali per la telecomunicazione in vista della realizzazione della rete 5G. Il Consiglio dei Ministri del 29 gennaio 2020 ha infatti approvato il decreto attuativo che rende operativo il Centro di valutazione e certificazione nazionale (Cvcn) e gli altri centri di valutazione (Cv) dei procedimenti di verifica e valutazione dei beni, sistemi e servizi di Information and Communication Technologies (Ict) che i soggetti inclusi nel Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica intendono acquisire, nel caso in cui da questi ultimi dipenda la fornitura di servizi essenziali ovvero l’esercizio di una funzione essenziale dello Stato.

Trasparenza su beni e reti, redazione di una completa analisi dei rischi, controllo sugli acquisti di tecnologia e apparati, notifica di attacchi cyber entro 6 ore. Sono questi, in sintesi, gli obblighi a carico delle imprese rientranti nel perimetro di difesa cibernetica nazionale, previsti dal decreto legge 105/2019 e dai successivi decreti attuativi in fase di definizione o varati, come il decreto legge sull'agenzia per la cybersecurity. Energia, trasporti, telecomunicazioni, pubbliche amministrazioni e tutti i servizi essenziali dipendono dalle tecnologie informatiche e digitali e la loro sicurezza è un obiettivo prioritario. Vediamo, dunque, che cosa devono fare le imprese.

Il DPCM del 14 aprile 2021, n. 81 introduce il Regolamento in materia di notifiche degli incidenti aventi impatto su reti, sistemi informativi e servizi informatici afferenti al Perimetro, di cui all'art. 1, comma 2, lettera b), del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, e in materia di misure volte a garantire elevati livelli di sicurezza (di seguito "Regolamento").

Mercoledì, 17 Novembre 2021 09:35

Privacy & Cybersecurity: la relazione annuale di Enisa

Lo scorso 27 ottobre è stato pubblicata la relazione annuale di Enisa (Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione), l'ente costituito a livello europeo che contribuisce allo sviluppo della cultura della sicurezza delle informazioni e delle reti a beneficio dei cittadini, dei consumatori, delle imprese e del settore pubblico europei.

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Una delle principali preoccupazioni – e sempre evergreen – nel settore della Cyber Security è sicuramente rappresentata dal phishing. Questi attacchi sono aumentati nel corso degli anni, infatti, un rapporto al quanto recente ha identificato come ci siano ben oltre 300mila siti web attivi contraffatti, quasi il doppio rispetto a quelli che erano stati rilevati durante il quarto trimestre nel 2019.

La digitalizzazione crescente della società, cui l'emergenza sanitaria ha impresso un'accelerazione formidabile, insieme ad indiscussi vantaggi, implica un aumento delle azioni di malintenzionati che diffondono software malevoli – soprattutto attraverso ransomware e tecniche di phishing – per varie finalità illecite. Anche l'European data protection board, a seguito dell'analisi dei data breaches segnalati dagli Stati membri dell'Unione europea negli ultimi tempi, ha sottolineato come gli attacchi informatici ransomware e di esfiltrazione di dati (phishing) siano molto frequenti.

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Webinar 'Privacy e gestione del personale'

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