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Al via il corso per Data Protection Officer al CNR di Pisa

Al via il corso per Data Protection Officer al CNR di Pisa

In partenza il corso di formazione manageriale per DPO con un percorso di 124 ore che inizierà il 16 gennaio per terminare con l'esame finale il 30 marzo. Bernardi: "Per garantire un elevato livello della qualità della formazione abbiamo ingaggiato 23 docenti trai migliori esperti della materia, e composto la classe ideale selezionando 50 partecipanti tra ben 190 richieste di ammissione". Dal 25 maggio 2018 sanzioni fino a 10 milioni di euro o fino al 2% del fatturato per p.a. e aziende rientranti nell'obbligo che non ottemperano alla nomina del data protection officer.

Saranno 50 i DPO che si specializzeranno al CNR di Pisa

Saranno 50 i DPO che si specializzeranno al CNR di Pisa

Corso di formazione manageriale per DPO, fino a 100 le candidature al vaglio di Federprivacy, ma saranno solo la metà i partecipanti ammessi al percorso di 124 ore che inizierà a gennaio 2018 con esame finale il 30 marzo. Bernardi: "Per formare adeguatamente i Data Protection Officer secondo previsioni del GDPR serve ben più di un corso concentrato di quattro o cinque giorni". Dal 25 maggio 2018 sanzioni fino a 10 milioni di euro o fino al 2% del fatturato per p.a. e aziende rientranti nell'obbligo che non ottemperano.

Data Protection Officer: servono più competenze e meno bollini

Data Protection Officer: servono più competenze e meno bollini

Rischio confusione per aziende e p.a. su certificazioni in materia di privacy. Interviene il Garante per sottolineare che quelle attuali non possono definirsi conformi al Regolamento UE. Nata prima del GDPR quella promossa da Federprivacy e rilasciata da TÜV fin dal 2011 per certificare le competenze dei "Privacy Officer". Bernardi: "Certificazioni sono importante elemento di garanzia sul mercato, ma non abilitazione a ricoprire ruolo di DPO". Bolognini:"Contano competenze sostanziali, non certo iscrizioni ad ennesimi albi o bollini". Decine di commenti negativi degli stakeholder piovuti sulla Norma UNI arrivata all'inchiesta pubblica.

Privacy, disciplina non sempre uguale nell'area UE con il GDPR

Privacy, disciplina non sempre uguale nell'area UE con il GDPR

Con Regolamento UE 2016/679, Stati membri liberi di mantenere o introdurre norme nazionali per specificare ulteriormente l'applicazione del GDPR. Bernardi: "Per evitare sanzioni e risarcimenti, consulenti e data protection officer dovranno studiare bene i casi da affrontare, tenendosi costantemente aggiornati sia sulla giurisprudenza comunitaria che su quella nazionale. Disciplina non sempre omogenea nell'area UE". Guida alla Privacy per associati e iscritti al sito di Federprivacy con consultazione gratuita della banca dati online di Wolters Kluwer, accessibile dall'area riservata.

Privacy online, siti a rischio se sul browser non c'è il lucchettino verde

Privacy online, siti a rischio se sul browser non c'è il lucchettino verde

Simboli e scritte sui browser contrassegnano adesso l'attendibilità dei siti web. Sconsigliato digitare password o fare pagamenti online su quelli non segnalati da un lucchettino verde e identificati con il protocollo "https". Bernardi: "Ricorso a simboli ed icone per capire grado di sicurezza siti visitati è un passo avanti per la protezione della privacy online". L'82% dei siti di lingua italiana più visitati sono ancora "etichettati" come non sicuri, aziende chiamate ad attivarsi per non compromettere la fiducia degli utenti. Sito di Federprivacy già adeguato con certificato SSL.

Privacy & professioni, l'aspettativa per la norma UNI si sgonfia

Privacy & professioni, l'aspettativa per la norma UNI si sgonfia

Arrivata all'inchiesta finale la norma tecnica sulle figure professionali della protezione dei dati, ma profili generici e linee guida del Gruppo dei Garanti UE fanno affievolire l'interesse delle principali associazioni di riferimento. Bolognini (Istituto Privacy): "L'unica norma è nella legge.Non c'è bisogno di ulteriori sub-regolamentazioni non imperative che vadano a complicare ulteriormente quadro interpretativo e applicativo già complesso". Bernardi (Federprivacy): "Nessun bollino può bastare a legittimare ruolo manageriale come quello del DPO."

Privacy, il nuovo Regolamento Europeo è entrato in vigore

Privacy, il nuovo Regolamento Europeo è entrato in vigore

Iniziato il conto alla rovescia di due anni entro cui le aziende pubbliche e private dovranno adeguarsi per non esporsi a multe fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo. Ne parlano gli esperti oggi in un convegno a Milano, dove è stato presentato anche una nuova guida alle novità della normativa comunitaria. Bolognini: "Cammino verso un nuovo orizzonte di privacy 3D". Bernardi: "Aziende non potranno più trattare la privacy come una mera questione burocratica".

Approvato il nuovo Regolamento Privacy UE, due anni di tempo per adeguarsi

Approvato il nuovo Regolamento Privacy UE, due anni di tempo per adeguarsi

Fumata bianca per il regolamento europeo sulla protezione dei dati. Regole comuni per tutti e 28 gli Stati membri dell'Unione Europea. Le aziende avranno due anni di tempo per adeguarsi. Věra jourová: "promessa mantenuta". Ansip: "passo importante verso un mercato unico digitale. Bernardi: "Con le nuove regole, necessari privacy officer per le aziende che dovranno essere competitive".

Exploit di violazioni privacy dai siti web italiani, le principali cause

Exploit di violazioni privacy dai siti web italiani, le principali cause

Il 67% viola il Codice della Privacy, per un ammontare di circa 24 milioni di euro di sanzioni non contestate riscontrate in un solo mese. "La causa principale è l'utilizzo sistematico di cms preconfezionati non conformi alla nostra normativa privacy, spesso messi in rete da professionisti non competenti in materia di data protection".

Privacy Day Forum - Intervista a Paolo Balboni

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