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“Berlusconi in galera, abbiamo fornito le prove ai magistrati”. Questa ‘l’ultima ora” che apriva il sito de Il Giornale la mattina del 22 aprile. Dopo liberoquotidiano.it, infatti, gli hacker di AnonPlus hanno colpito anche il sito de Il Giornale pubblicando questa falsa notizia in homapage, alle 6.39 di domenica scorsa. A febbraio, gli stessi pirati informatici avevano hackerato la banca dati del Pd.

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A 16 anni è riuscito a hackerare Apple, rubare un sacco di file sicuri e accedere agli account dei clienti. Lo riferisce sulle sue pagine The “Age”. Il quotidiano australiano lo ha riferito giovedì e ha spinto Apple a rilasciare una dichiarazione rassicurante sul fatto che i loro dati siano al sicuro.

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Reti aziendali prese di mira da attacchi ransomware, virus che bloccano i dati chiedendo il pagamento di un riscatto per restituirli. Cybercriminali assoldano "rivenditori" consegnando loro un kit di lavoro con investimento di 100 dollari. A Vicenza sono 250 le aziende colpite da un'ondata di attacchi. Bernardi: "Vero danno per aziende è lo stato di paralisi in cui si trovano nell'impossibilità di proseguire l'esercizio della loro attività". Programmato corso specifico per gli addetti ai lavori.

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Ancora una fuga di password colpisce la pubblica amministrazione: il 24 aprile i criminali informatici del collettivo LulzSec Italia hanno sottratto e reso pubbliche delle informazioni sottratte al sistema informatico degli Archivi di Stato, che organizza le istituzioni sul territorio sotto l’ombrello del ministero per i beni culturali. Tra i dati rubati anche le credenziali di accesso di 5465 utenti e relative password, che non erano state conservate in modo sicuro.

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Un malware in Cina sta costruendo un’enorme botnet, ovvero una rete di dispositivi infettati da un malware che vengono controllati da remoto da un hacker, contenente quasi cinque milioni di smartphone Android.

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Alcuni hacker hanno scoperto che un exploit di Microsoft, sviluppato dalla Nsa, la National security agency degli Stati Uniti, e rubato all’agenzia di sicurezza americana, ancora utilizzabile e lo hanno impiegato per compromettere più di 45mila server.

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Dammi il tuo cellulare e mi prenderò il tuo mondo. È il principio che sta dietro un boom di furti di numeri di cellulare, riportato negli ultimi tempi dalle autorità americane. Ma sempre più diffuso anche in Italia, a quanto risulta agli addetti ai lavori. In sostanza, i pirati informatici riescono a prendere il controllo di un numero di cellulare e di lì a un conto corrente bancario o bitcoin, a un account su Facebook, a foto private, per esempio.
Tutto questo perché il numero di cellulare è, sempre di più, porta di accesso a un mondo di contenuti e servizi, anche molto importanti. Come appunto il conto corrente, da cui l’attaccante può fare un bonifico a proprio favore.

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Un vero e proprio giallo che ha richiesto dei mesi di indagine prima di arrivare al responsabile. Interrogato dalla polizia alla fine P.G., vicentino e tecnico informatico 45enne residente a San Bonifacio ha ammesso di essere entrato nei server di una software house con sede a Vicenza e di avere cancellato «Una parte di dati», come ha confessato. In realtà, secondo quanto riferito dalla questura, il danno è stato ben maggiore: la ditta, nel maggio scorso, si è ritrovata con tutti i backup eliminati e l'impianto informatico azzerato.

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Per almeno tre anni, pirati informatici hanno rubato migliaia di messaggi diplomatici dal network dell’Unione Europea. I “cables”, seppur con una bassa classificazione di sicurezza, rivelano nero su bianco le preoccupazioni di Bruxelles e dei Paesi della Ue per le mosse imprevedibili dell’amministrazione Trump, oltre che per la politica russa e i rapporti con Cina e anche per il rischio di una ripresa del programma nucleare iraniano.

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Secondo il nuovo “Kaspersky Security Bulletin: Threat Predictions for 2019”, l’anno prossimo il mondo degli attacchi APT sarà diviso in due: da una parte i nuovi attaccanti, inesperti ma molto determinati ad avere un ruolo nel panorama delle cyberminacce; dall’altra, gli autori già noti, con sempre più risorse e più evoluti. Quest'ultimo gruppo metterà le aziende di fronte a grandi sfide: gli esperti di minacce informatiche, infatti, esplorano tecniche sempre più evolute e sofisticate, che saranno molto più difficili da scoprire e da attribuire.

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